La mediazione interculturale può essere richiesta principalmente dalle scuole (insegnanti), dai servizi sociali, sanitari (ospedali) e dai tribunali, per facilitare la comunicazione con cittadini stranieri.
Anche i singoli individui stranieri possono farne richiesta, spesso rivolgendosi agli istituti scolastici o ai servizi territoriali, per necessità di interpretariato, informazione o accompagnamento.
Grazie alla presenza di mediatori interculturali, il servizio facilita il dialogo, chiarisce informazioni importanti e riduce le incomprensioni legate alla lingua e alla cultura.
In questo modo si favorisce un accesso più semplice e consapevole ai servizi, promuovendo inclusione, fiducia e partecipazione.
Il mediatore interculturale può affiancare:
- i medici nella definizione e comunicazione di malattie o cure sanitare, nel rispetto della cultura dell’utente;
- le strutture sociali e amministrative per adempiere alle procedure burocratiche;
- gli avvocati, i giudici, i poliziotti e i rappresentanti della legge nel comunicare disposizioni legali, diritti e doveri del cittadino;
- le scuole e gli insegnanti per valorizzare la presenza di differenti culture.
Modalità di accesso
Gli interventi di mediazione interculturale possono essere attivati solo da parte delle equipe sociosanitarie, degli operatori sociali o sanitari o dei funzionari del Dipartimento Politiche sociali, tramite l’invio di richiesta al Coordinatore del servizio.